Il dibattito. I sei in corsa per diventare il nuovo sindaco sul progetto del campus e l’addio a Como del Politecnico.

Un primo maggio diverso dal solito. Al posto del consueto corteo, Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato in biblioteca un momento di confronto e approfondimento con i candidati sindaci, ai quali è stato consegnato un documento contenente alcune questioni cruciali da affrontare nella prossima legislatura. E, a questo proposito, nell’introduzione ne sono state citate diverse, dal rilancio dell’occupazione al tema delle periferie, dalla politica fiscale al ruolo della struttura comunale, a fronte di una situazione economica territoriale in ripresa, ma ancora segnata dal reflusso della crisi economica.

Il dibattito, stimolato dalle domande del giornalista de La Provincia Enrico Marletta, ha toccato molti punti: la sicurezza, la politica culturale, da intraprendere (specie verso i musei cittadini), il futuro della cittadella sanitaria, l’accoglienza verso i migranti e il lavoro.

Sul futuro di Como, nella discussione è emersa, centrale, la questione legata all’università e al progetto, sfumato, del campus nella zona del San Martino. Fino a vent’anni fa sembrava quella la destinazione del capoluogo: ora, anche alla luce delle recenti scelte del Politecnico, parlare di città universitaria è ancora possibile?

Per Mario Landriscina – coalizione di centro destra – sarà cruciale investire su scuole specialistiche di formazione: «Sono, purtroppo, perplesso circa la possibilità di riprendere accordi con il Politecnico. Possiamo, invece, montare un sistema con l’Insubria per formare le élites del territorio. L’accordo con la Scuola di Medicina, per esempio, è stato fatto. Per quanto riguarda il campus: la mia tesi non è personale, sono state fatte delle scelte e bisogna, ormai, prenderne atto. Quel luogo, però, è un’opportunità fantastica: mi piacerebbe coinvolgere la città in un concorso d’idee».

 

R. Cro

 

Articolo completo su: La Provincia, 3 maggio

Leave a Reply