Riferendosi a Silvio Berlusconi e Alessio Butti, che hanno ricordato quando l’attuale candidato del PD – tra il 2011 e il 2012 – diede la propria disponibilità a candidarsi a sindaco per il centrodestra, Maurizio Traglio ha risposto parlando di «bassezze», e apostrofando le dichiarazioni dei due esponenti dell’allora Pdl come «fake news mondiali». Fortuna vuole, però, che pur con tutti i suoi limiti, l’attuale sistema democratico non sia ancora arrivato ai livelli del Ministero della Verità che, nel celebre “1984” di George Orwell, tra le sue funzioni aveva anche quella di sostiture o cancellare le notizie divenute scomode.

Ergo, i casi sono due: o Traglio si assume la responsabilità di bollare anche la stampa locale – che a quel tempo diede parecchio risalto alla notizia – come “fake news”, oppure mente negando spudoratamente la realtà.

Già, perché a proposito della sua candidatura per il partito di Berlusconi, il 20 dicembre del 2011 fu poprio Traglio a dichiarare a La Provincia che «la volontà di mettermi in gioco resta confermata», salvo poi tirarsi indietro perché pretendeva un’investitura diretta, senza doversi misurare con lo strumento delle primarie.

A volte il destino è strano, perché proprio a causa di quel rifiuto, Maurizio Traglio attirò su de sé gli strali dell’uomo di cui oggi intende raccogliere il testimone, il sindaco uscente del PD Mario Lucini che, sul Corriere di Como del 23 dicembre 2011, non gliele mandò di certo a dire: «È positivo che ci siano persone interessate a dare un contributo per risollevare le sorti della città – dice Mario Lucini, candidato del centrosinistra – ma non condivido il giudizio di Traglio sulle primarie. Io le giudico importanti perché permettono ai cittadini di intervenire sulle scelte dei candidati». Lucini difende poi il ruolo dei “politici”, anche contro il proliferare di liste civiche: «Essersi impegnati negli anni per la comunità non può essere considerato un fatto negativo. I demiurghi che improvvisamente, pur non conoscendo quasi nulla delle pratiche amministrative, risolvono i problemi con la bacchetta magica non esistono da nessuna parte».

Un professionista «con la valigia sempre in mano» come ama definirsi Maurizio Traglio, dovrebbe sapere che “fake news” sono le sue dichiarazioni con cui si ostina a negare realtà oggettive come quelle sopra riportate o, peggio ancora, in cui tenta di manipolarle come fece due settimane fa con un post a cui Mario Landriscina rispose qui.

“Il lavoro di accertamento degli avvenimenti citati e dei dati usati in un testo o in un discorso”, ha infatti un altro nome: fact checking.

Esattamente quello che abbiamo voluto fare anche sui temi concreti che, con tutto il rispetto per l’ormai conclamata attitudine alle svolte politiche di Maurizio Traglio, riguardano direttamente ciò che Mario Landriscina ha più a cuore: Como e i comaschi.

Era il maggio 2012 quando Mario Lucini vinse le elezioni con una promessa diventata slogan della sua campagna elettorale: “Como cambia passo”. I suoi eredi – insieme ad alcuni “compagni di mandato” – propongono oggi una “svolta” per Como. I cambiamenti, però, possono sempre avvenire secondo due direzioni opposte.

In che modo Lucini e il PD hanno fatto cambiare passo alla città? Come sono stati affrontati i punti indicati nel programma presentato ai cittadini?

Il PD, partito che oggi ha candidato Maurizio Traglio come sindaco, ha assegnato alla Giunta Lucini un 8 in pagella. Noi preferiamo lasciare la valutazione ai comaschi, proponendo 10 punti del programma elettorale del sindaco uscente.

Grazie alla costante attenzione dei principali organi di informazione locali, cliccando sui punti programmatici potrete vedere come è cambiata la situazione al termine del mandato dell’amministrazione targata PD. Obiettivi raggiunti? La realtà dice altro.

 

MANUTENZIONI
«Cura delle infrastrutture per evitare incidenti: marciapiedi e asfaltature, manutenzione accorta del verde e pulizia»

«Sistemazione di manti stradali, segnaletica orizzontale, marciapiedi e percorsi pedonali; eliminazione delle barriere architettoniche»

 

SICUREZZA
«Attenzione ai problemi quotidiani dei cittadini: una città più pulita, ordinata, vissuta, piena di luce offre sicurezza; sistemi di videosorveglianza per controllare aree pubbliche»

 

MOBILITÀ
«Aggiornamento ed attuazione del Piano urbano del traffico e della sosta; individuazione della figura del Mobility Manager comunale; politiche di mobilità concordate con imprese, attività commerciali, Enti e scuole; disincentivazione della sosta inoperosa in convalle, in favore dei residenti, e completamento dei parcheggi di corona»

«Rilancio del progetto di consegna delle merci in centro storico con mezzi a basso impatto ambientale, previa concertazione con i soggetti economici interessati»

 

IMPRESE E COMMERCIO
«Favorire permanenza e insediamento di nuove attività artigianali; salvaguardia e promozione del tessuto di piccoli esercizi commerciali che animano i quartieri e la convalle, contrastando l’espansione incontrollata della media e grande distribuzione»

 

COINVOLGIMENTO DEI CITTADINI
«Trasparenza e partecipazione per permettere ai cittadini di sentirsi parte attiva; bilancio partecipativo con assemblee e forum; strumenti di e-democracy; consigli di quartiere; valorizzazione del referendum»

 

CULTURA 
«Percorso voltiano (tempio voltiano, piazza Volta, gabinetto scientifico del Liceo Volta, torre Gattoni recuperata ecc.)»

«Villa Olmo, con la riapertura ad attività congressuali che la mantengano viva e fruibile, fiore all’occhiello di una nuova idea di patrimonio culturale, che implica un utilizzo quotidiano da parte della città, senza per questo interrompere l’esperienza delle cosiddette “Grandi Mostre”, il cui allestimento andrà peraltro affidato ad un serio comitato scientifico, con l’obiettivo di produrre cultura e non effimeri “eventi”»

«Museo del Razionalismo: Il Palazzo ULI-ASL costituirà con la Casa del Fascio una vera “Isola razionalista” di grande richiamo a livello nazionale e internazionale. Le funzioni da ospitare nel Palazzo: archivi del moderno; biblioteca e mediateca; sale di consultazione e studio; urban center; sala convegni; spazi d’arte e di relazione; mostre temporanee; laboratorio del restauro per l’architettura moderna»

«Museo della Luce (realizzabile, ad esempio nell’area ex Ticosa, nell’edificio “Santarella”): possiamo dar vita a un laboratorio-centro di ricerca sulla luce e sulle sue più avanzate applicazioni. Un’iniziativa durevole, atta a celebrare nel tempo la figura del grande scienziato comasco Alessandro Volta»

«Politeama, affrontando la complessa questione del frazionamento residuale delle quote azionarie, con l’obiettivo del recupero della struttura, per restituirla alla città come spazio di cultura, con particolare attenzione ai giovani»

 

UNIVERSITÀ
«Raccordo con l’Università; realizzazione del Polo universitario: censimento, riorganizzazione e riutilizzo degli edifici, in un’ottica di sistema di rete; rafforzare l’identità della città universitaria internazionale»

«La “città della scienza”, in accordo con le esigenze del territorio. Sostegno alla costruzione di relazioni tra il mondo della ricerca ed il tessuto economico, per favorire lo sviluppo di processi innovativi, anche attraverso la partecipazione incisiva dell’amministrazione comunale negli organismi di governo degli atenei (Politecnico e Insubria) e dei centri di ricerca»

«Sviluppo dell’insediamento universitario secondo un “modello a cluster”, ovvero su 2 campus “diurni” (Sant’Abbondio e Valleggio-Castelnuovo-Ex OPP) e 2 insediamenti “notturni” (Presentazione ed Ex Orfanotrofio), secondo quanto approvato in Consiglio comunale»

 

SPORT E TEMPO LIBERO
«Valorizzare le strutture sportive che per troppo tempo sono state abbandonate a se stesse e che ora necessitano di importanti interventi di riqualificazione. In particolare l’area sportiva di via Belvedere, con il campo CONI, la piscina e il palazzetto di Muggiò vanno riscattate dal profondo degrado e riqualificate per restituire ai cittadini la fruibilità di questi spazi»

«Valorizzare il Palazzo del Ghiaccio di Casate, unico impianto disponibile sul territorio provinciale per questo tipo di pratica sportiva, provvedendo con tempestività all’adeguamento della struttura, al fine di superare il clima di incertezza che da troppi mesi grava sulla sua funzionalità»

«Valorizzare lo Stadio Sinigaglia attraverso un sensato recupero, che ne faccia un grande centro sportivo aperto alla popolazione e ne riscopra la funzione originaria»

«Parco ex O.P.P.: fruibilità pubblica dell’area del parco»

«Giardini a Lago e zona Stadio: riqualificazione dei giardini pubblici, valorizzazione dell’area monumentale e delle attrezzature sportive storiche con fruizione pedonale, restauro dello Stadio Sinigaglia, con recupero ad uso polifunzionale e sua integrazione nel sistema dei giardini»

«Parco di Villa Giovio: apertura e riqualificazione del parco, con servizi di interesse collettivo nell’edificio storico, facendone il fulcro del sistema del verde di Rebbio/Breccia»

 

LAGO E LUNGOLAGO
«Risanamento e messa in sicurezza delle rive delle rogge dei torrenti e del lago»

«Perseguimento dell’obiettivo di balneabilità del primo bacino del lago»

«Lungolago e paratie: in primo luogo ridefinire il progetto con SACAIM e la Regione, non prima di aver raccolto il consenso della città su una soluzione adeguata e globale per la sistemazione superficiale e l’arredo della passeggiata, limitando al minimo altre rischiose opere nel sottosuolo. Quindi, SI alla riqualificazione del Lungolago, NO a sconsiderate “avventure” sotterranee che compromettano ulteriormente la stabilità dell’area»

 

TICOSA
«L’esperienza Multidevelopment, fatti salvi gli strascichi giudiziari, sembra ormai sostanzialmente chiusa. Per rimediare agli incredibili errori, la nuova giunta dovrà con tutta probabilità ripartire da zero. In questo caso, nessuno potrà permettersi l’errore di demandare al “mercato” scelte urbanistiche che sono competenza e responsabilità di un’amministrazione comunale finalmente seria, e che considera la Ticosa non un evento propagandistico, ma un investimento per il futuro della città. Spostamento ad ovest della Via Grandi e ricucitura del tessuto urbano di Via Milano alta con volumetrie compatibili, parco pubblico e posteggi nella porzione centrale, localizzazione di funzioni di pubblica utilità nella porzione nord, con recupero dell’edificio Santarella per cultura e spettacoli»

 

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