Salvini, il leader del Carroccio ha parlato in un Birrificio strapieno: «Scegliete il “dutùr” mica quello che ha amministrato così bene Alitalia»

«Dutùr, ma chi te l’ha fatto fare?». Matteo Salvini si presenta accanto a Mario Landriscina in una sala gremitissima, al Birrificio, con la camicia bianca fuori dai pantaloni e un messaggio chiaro agli elettori leghisti: «Como è una delle città a cui tengo di più. Ed è proprio qui che l’11 giugno si gioca la sfida più importante di tutta la Lombardia». Un comizio come sempre appassionato, dedicato dal leader del Carroccio a un tema sopra gli altri: «Domattina – ha detto rivolto ai circa 300 presenti – dovete iniziare a convincere gli indecisi ad andare a votare. Perché se si votasse oggi, metà dei comaschi non si recherebbe alle urne».

L’avvio del discorso è aggressivo. Contro il candidato del centrosinistra, Maurizio Traglio («uno che ha amministrato brillantemente Alitalia, azienda florida come ben sappiamo, vuoi che non ripeta i successi di Alitalia nel Comune di Como?»), contro la stampa e il quotidiano La Provincia in particolare («Mi dicono che il quotidiano locale ha già scelto. Bene così, porterà sfortuna»), contro l’amministrazione uscente («hanno la faccia come il bronzo, quelli della sinistra. Perché io 5 anni fa ero pienamente consapevole degli errori che avevamo fatto sulla pelle dei comaschi, loro invece no»).
Gli applausi più fragorosi Salvini li ha strappati proprio quando si è scagliato contro il Pd e la sinistra: «Una volta rappresentavano gli operai, oggi sono ben rappresentati dai Traglio, dalle Boschi e dai banchieri».

Poche battute sui temi locali: al riguardo il segretario leghista si è soffermato ad annunciare la necessità di un «diverso utilizzo della polizia locale, che non deve multare gli automobilisti per fare cassa ma gli abusivi per tutelare i commercianti» e sulla necessità di parcheggi «perché come pensi di arrivarci a Como? In deltaplano?».
Salvini ha poi trovato anche il tempo per un’investitura ufficiale a favore del deputato Nicola Molteni: «A lui un ruolo importante nella Lega sui temi della giustizia».

Prima del leader del Carroccio ha parlato Mario Landriscina, il quale ha fatto intuire un imminente cambio di passo nella strategia della campagna elettorale: «Da domani si comincia la battaglia finale», e Nicola Molteni, che ha puntato tutto il suo intervento contro il centro culturale islamico e per attaccare Traglio: «Il candidato buono per tutte le stagioni».

Salvini, in chiusura, ha trovato il tempo anche per una battuta per Landriscina: «Dutùr, ma chi te l’ha fatto fare?».

 

P.Mor.

 

Articolo pubblicato su: La Provincia, 1 giugno

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