Le parole di Landriscina, candidato del centrodestra: «Non intendo fare nomi. Sulla qualità delle persone per la Giunta garantisco io». Riunione a Camerlata con l’obiettivo di motivare tutti.

 

«Io penso a risolvere i problemi della città, lui solo alle poltrone». La replica del candidato del centrodestra Mario Landriscina alla sfida lanciata da Maurizio Traglio (centrosinistra) sull’indicazione di almeno tre nomi della giunta prima del voto, arriva a stretto giro di posta.
«Io, a differenza, del mio sfidante, preferisco non pensare alle distribuzione delle poltrone e degli incarichi – afferma Landriscina – perché non sono avvezzo a questo tipo di necessità e, non avendo mai fatto politica, mi riesce bene». E aggiunge: «Mi interessa stare sulle cose concrete, quindi sui progetti e sulle proposte da realizzare per la città. Di questo dobbiamo parlare».

Poi sulla giunta, che ha deciso di non rivelare prima del voto di domenica 25, spiega: «Ho i nomi ben chiari in testa, ma non ho intenzione di comunicarli. Sulla qualità delle persone che saranno in giunta garantisco io».

A sua volta lancia una sfida all’avversario: «Sarebbe molto interessante se accogliesse l’idea di fare un confronto serio e a tutto campo sui programmi. Ma bisogna che accetti di parlare davvero nel merito dei temi e non veleggiare nel nulla. Misuriamoci sulle differenze: chi siamo come persone e cosa proponiamo alla città».

Nel frattempo il candidato del centrodestra ha riacceso i motori della squadra incontrando martedì sera al Birrificio di Camerlata tutti i candidati (eletti e non) e i vertici delle liste che lo sostengono. Oltre un centinaio di persone in totale per serrare i ranghi in vista della sfida finale. «Non abbiamo parlato di partiti, di liste o di nomi – spiega lo stesso Landriscina – ma di persone. Di donne e di uomini che si sono messi in gioco e che credono nel progetto perché si vince o si perde tutti insieme».

Un incontro quindi per motivare tutti i presenti per il rush finale. «Non c’erano divise diverse, nemmeno le magliette che ciascuno ha messo nella prima fase dell’anno campagna elettorale – aggiunge – ma avevamo tutti la stessa e i tavoli erano misti, senza steccati. Anche il risultato personale di ciascuno non è stato motivo di divisione: non c’erano nè trionfi nè smunti. È stato un incontro emotivo, caratterizzato dalla voglia di stare insieme».

Obiettivo dei prossimi dieci giorni sarà da un lato quello di cercare di riportare a votare tutti gli elettori di centrodestra del primo turno e di convincere il grande popolo degli astenuti (36mila persone) e quello che ha sostenuto altri candidati sindaco (in primis gli oltre 7mila che hanno votato Alessandro Rapinese e quelli che hanno scelto i Cinque Stelle). Landriscina subito dopo il voto aveva chiarito l’intenzione di non portare avanti nè alleanze nè apparentamenti per il secondo turno: «Non sarebbe leale e onesto. La lealtà, anche nei rapporti politici, per me è un valore».

 

 

G. Ron.

Articolo pubblicato su: La Provincia, 15 giugno

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