Il programma. In biblioteca il candidato del centrodestra: «Inizierò da manutenzione, arredo urbano e parcheggi»

Cura per le piccole cose, soluzioni dei problemi concreti (dalle manutenzioni ai parcheggi) con qualche sogno. È questo, in estrema sintesi, il programma del candidato sindaco del centrodestra Mario Landriscina, presentato ieri pomeriggio in biblioteca. Una presentazione, all’americana, con foto finale con i presenti che alzavano cartelli con il nome del candidato. In sala i vertici provinciali delle liste che sostengono il medico, responsabile del 118 e dell’elisoccorso: Alessandro Fermi (Forza Italia), Fabrizio Turba (Lega Nord), Marco Mainardi (Fratelli d’Italia) oltre a tutta la civica Insieme, voluta dallo stesso Landriscina. Tutti hanno preso la parola a sostegno del candidato citando a più riprese le sue doti umane e organizzative dimostrate nella sua attività. Per la civica è stato il commercialista Marco Rezzonico a spiegare i motivi della candidatura.

Dopo una breve parentesi musicale con il cantante Simone Tomassini che ha cantato “Ho scritto una canzone” dichiarando, alla fine, il suo appoggio al candidato del centrodestra.

È stato a quel punto Landriscina a presentare i punti essenziali del programma elettorale (presente integralmente sul sito web mariolandriscina.it). Ha esordito dicendo: «Io, nella mia vita, non ho fatto niente, se non con gli altri e non sarei niente senza gli altri. Ecco perché dobbiamo andare avanti insieme (richiamando il nome della lista civica che lo sostiene e il suo slogan della campagna elettorale, ndr)». E ha chiarito subito che il progetto che propone alla città «sta con i piedi per terra, senza volare troppo alto, ma nello stesso tempo concede anche una visione lungimirante». «Immaginiamo una grande Como – ha detto – vicina ai più fragili, un capoluogo intelligente e inclusivo. Nessun comasco dovrà rimanere indietro, perché soltanto stando uniti potremo finalmente guardare avanti».

Quattro i punti cardine oltre alla manutenzione: lo sblocco dell’area Ticosa (che «dovrà riaprire il prima possibile come parcheggio»), il completamento della cittadella sanitaria all’ex Sant’Anna e la riqualificazione dei quartieri. Ha poi analizzato nel dettaglio le diverse azioni che intende mettere in atto: dalla sicurezza (più agenti tra la gente, per rendere la città godibile sia di giorno che di notte) alla rimessa in moto della macchina comunale (dal dialogo con i comaschi, alle modalità per valorizzare il personale del Comune fino all’ottimizzazione del patrimonio).

Ha parlato di «sviluppo economico (sostenere chi lavora, attrarre talenti e investimenti, promuovere formazione e ricerca)», della necessità che Como torni ad essere capoluogo, una «small city dal grande futuro» facendo rete «con altre città internazionali per promuovere il brand “lake Como” in tutto il mondo». Spazio, ovviamente alla sosta con l’aumento dei parcheggi («oggi servono, domani si vedrà») e la riapertura di piazza Roma.

Landriscina ha detto chiaramente: «Ci prenderemo cura di Como partendo dalle piccole cose, manutenzione e arredo urbano».

Nell’ambito culturale saranno tre i filoni: il ritorno delle grandi mostre, la creazione del Museo del Razionalismo alla Casa del Fascio e la valorizzazione di tutti gli spazi museali ed espositivi. Capitoli a parte sono stati dedicati al turismo e al commercio, visto come «motore per la crescita» (preciso il riferimento alla sistemazione di tutta via Milano e alla valorizzazione del mercato coperto). Nella presentazione delle macroaree, Landriscina ha incluso la descrizione di una città «a misura di famiglia», la Como solidale, lo sport «per tutti», le tematiche ambientali e e gli spazi per gli animali.

 

Gisella Roncoroni

 

Articolo apparso su: La Provincia, 14 maggio

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