Anzitutto, grazie. Siamo soddisfatti e orgogliosi di questa vittoria che non è la mia ma di un gruppo di persone che, coinvolgendo famiglie e amici, insieme a me hanno creduto sin dal primo giorno di poter raggiungere la prospettiva di una Como migliore che si stagliava al nostro orizzonte.

La prima considerazione che mi sento di fare riguarda lo scarso numero di comaschi che si sono recati alle urne. La sfiducia che si è creata è tra i motivi che alcuni mesi fa mi hanno spinto a decidere di aprire questo nuovo capitolo della mia vita. Ciò non toglie che il dato registrato ieri lasci l’amaro in bocca, nonostante sia in linea con un trend nazionale figlio della discutibile scelta di indire elezioni balneari, nonché di sentimenti diffusi come delusione e disinteresse.

Voglio dedicare un pensiero anche a Maurizio Traglio, Alessandro Rapinese, Bruno Magatti, Fabio Aleotti, Celeste Grossi e Francesco Scopelliti, che si sono messi in gioco per affermare la propria idea di città circondati da donne e uomini che ci hanno creduto fino alla fine. Ai candidati tendo la mano e alle persone che hanno avuto al fianco dico che sarò il sindaco di tutti, anche il loro.

Come ho detto ieri sera, il meno è fatto. Ora abbiamo il compito di dimostrarci all’altezza della situazione, di saper governare, e soprattutto di essere capaci di curare le tante ferite che nel corso degli anni hanno sfibrato il rapporto tra i comaschi e l’istituzione cittadina. Dobbiamo ripartire guardandoci negli occhi, tornando a parlarci e ad aiutarci l’un l’altro. Tutti, nessuno escluso.

Solo così, dimostrando che i nostri non erano soltanto enunciati o slogan elettorali, tra qualche tempo potremo dirci davvero orgogliosi di ciò che abbiamo fatto. Per il momento abbiamo appena cominciato un nuovo cammino lungo il quale ribadiamo che nessun comasco verrà lasciato indietro.

#InsiemeComoVince!

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