Sono nato e cresciuto in questa città e non ho mai voluto lasciarla.

Prima in centro, poi appena fuori dalle mura e ora in una zona collinare che consente un’irrinunciabile visuale e mi riconcilia ogni giorno con i problemi della vita che ognuno di noi si porta al seguito. La conosco a fondo, questa città. Ho vissuto per tutte le sue strade e ho percorso tutti i sentieri che la cingono, accompagnato in questo cammino dai miei più importanti affetti e amicizie e dagli altrettanto inseparabili cani e gatti.

L’ho vissuta e l’ho amata, questa città. Ho frequentato le sue scuole prima di diventare un pendolare universitario per laurearmi in medicina e poi specializzarmi in anestesia e rianimazione. La mia esperienza professionale mi ha consentito di approfondire relazioni e conoscenze, prima da medico di famiglia a Tavernola e alla Ca’ Merlata, poi da medico ospedaliero in Valduce ed al Sant’Anna. Ho osservato compiaciuto la nostra città con l’uniforme di ufficiale medico dell’Esercito, poi occupandomi di soccorso a bordo dell’elicottero sanitario e delle ambulanze.

Ho organizzato, insieme ad una moltitudine di altre persone e di associazioni, quello che è diventato il 118. Lo dirigo ancora oggi, insieme al dipartimento di emergenza del Sant’Anna, per conto dell’Azienda Regionale Emergenza Urgenza con un ambito d’azione compreso tra le provincie di Como, Lecco, Varese e l’area di Legnano.

Ho rinunciato più volte alle lusinghe di chi mi offriva una carriera di prestigio altrove: mi avrebbero portato lontano da qui, dal nostro Lago, dai nostri monti. Aver scelto di non lasciare Como tuttavia non mi ha impedito però di allargare gli orizzonti. Ho collaborato con la Regione con incarichi organizzativi, contemporaneamente partecipando a Roma alla Commissione Grandi Rischi presso il Dipartimento della Protezione Civile, presso il Ministero della Sanità, presso il gruppo tecnico della Conferenza Stato-Regioni.

In seguito ho maturato esperienze internazionali operando per conto di una Agenzia delle Nazioni Unite, peraltro in collaborazione con l’Associazione Comasca per la Cooperazione Internazionale, a Cuba, in Sri Lanka dopo lo tzunami, a Santo Domingo-Haiti dopo il terremoto. Questo territorio mi ha offerto molto offrendomi di partecipare a realtà di grande profilo: il Rotary, Como Cuore, la Fondazione Casartelli. Il Centro Volta, ora anch’esso Fondazione, ha sostenuto la scuola di Emergenza e medicina Critica e dei Disastri insediata insieme ad autorevoli esponenti della cultura non solo locale.

Ho potuto insegnare in Università e relazionarmi con le più diverse espressioni, non solo di estrazione sanitaria, a livello nazionale ed internazionale. Insomma, la vita mi ha offerto molto e, soprattutto non mi ha mai chiesto di rinunciare ai miei valori tra cui questa città e i suoi cittadini.